Seconda Conferenza Italiana degli Utenti MATLAB
DIMENSIONAMENTO DEI DISPOSITIVI CONCENTRATI
DI ASSORBIMENTO DELL’ENERGIA
PER TRENI AD ALTA VELOCITÀ
STUDIO DEGLI URTI PER VELOCITÀ INFERIORI AI 30 Km/h
Dott.Ing. M. Lenti1
PAROLE CHIAVE: Dispositivi di assorbimento dell’energia, treni ad alta velocità.
GENERALITÀ
Il problema dello studio dei Dispositivi di assorbimento dell’energia nasce dall’esigenza di integrare nel processo di progettazione di un veicolo ferroviario degli elementi sinora scelti solo in base alle loro caratteristiche peculiari (geometria, valori limite di assorbimento). Peraltro tali dispositivi sono costruiti sulla base di scelte non totalmente congiunte con tutta la progettazione dei convogli e lasciati a fornitori esterni all’azienda.
Questo lavoro ha lo scopo di costruire un modello di comportamento dei Dispositivi di assorbimento dell’energia inserendoli nel contesto globale del convoglio ferroviario e studiando così il loro comportamento nelle casistiche trattate.
Accanto a tale scopo c’è un’altra esigenza: rendere l’azienda non solo in grado di effettuare un’analisi più critica del prodotto acquistato, ma anche di renderla propositiva nei confronti dei fornitori di tali dispositivi.
Essere propositivi significa avere a disposizione un ambiente di simulazione versatile ed efficace che possa dare spazio alle politiche ed alle scelte aziendali e permettere di colmare il gap tecnologico tra progettazione strutturale e comportamento dinamico di ogni singolo elemento integrato.
Alla luce di tali propositi si è cercato di produrre attraverso MATLAB® e SIMULINK® un primo approccio al problema, che delineasse gli obiettivi e al contempo desse un concreto contributo verso la costruzione di sistemi di studio più evoluti e produttivi.
INTRODUZIONE
Per lo studio dei dispositivi di assorbimento dell’energia si è fatto riferimento all’ETR500 [2], convoglio ad Alta Velocità caratterizzato dalle più elevate prestazioni nel settore ferroviario italiano.
Nelle fotografie di seguito proposte è possibile osservare il convoglio sia nelle normali condizioni di esercizio che durante la fase di costruzione ed assemblaggio in fabbrica:
Il convoglio in esame possiede dei dispositivi di assorbimento dell’energia situati in testa ed in coda a ciascuna carrozza del convoglio, così come evidenziato di seguito nella foto 3:

Tali dispositivi sono preposti ad intervenire nelle condizioni di urto affinché le parti strutturali del convoglio non subiscano danni tali da pregiudicare la salvaguardia delle cellule vitali (strutture) occupate da passeggeri e macchinisti.
Nelle figure 1 e 2 è possibile apprezzare, rispettivamente, quale sia lo sviluppo dell’energia nelle fasi di urto (fig.1) e le sollecitazioni a cui è sottoposto il convoglio nelle normali condizioni di esercizio (fig.2); in ultimo quale sia l’andamento degli sforzi assorbiti (e perciò dell’energia derivata) in funzione delle deformazioni assunte dai sistemi di assorbimento preposti ed eventualmente anche dalle strutture del convoglio (fig.3).
Infatti, si rivela estremamente importante che ai dispositivi di assorbimento competa uno specifico range di azione e che esso si concreti nell’assicurare che vengano continuamente rispettate le direzioni di sviluppo delle fasi di assorbimento dell’energia e che dette direzioni non mutino nel senso di produrre effetti secondari che possano far insorgere fenomenologie non previste o quanto meno arginabili: accanto allo studio comportamentale dei dispositivi si affianca così tutta una serie di accorgimenti tesi a mantenere stabili le fasi dell’azione di assorbimento e necessari anche a far in modo che il sistema di simulazione sia così garantito da effetti secondari.
Nella figura 4 è possibile notare alcuni di questi accorgimenti rivelatisi discretamente efficaci [5].

Schematizzazione del sistema
Il modello di simulazione adottato per lo studio dei Dispositivi Concentrati di Assorbimento dell’energia di tipo ordinario è stato interamente sviluppato in MATLAB® [9] con l’ausilio del toolbox SIMULINK® [10].
Le modalità e le metodologie di calcolo sono perfettamente il linea con quanto dettato dalla teoria dei Sistemi di Simulazione Dinamica [4] [6] applicate ai metodi di calcolo in MATLAB® ed inoltre gli schemi proposti, per chiarezza, composti dagli elementi classici della schematizzazione a blocchi, metodologia che non solo fornisce sistemi più intelleggibili ma anche più versatili.
Nell’illustrazione non si farà riferimento ai files (ed alle varie routine) poiché ad essi è stato dedicato uno studio particolarmente mirato verso il trattamento di sistemi altamente non lineari, quali quelli adottati nel presente caso, comunque riservati, per il momento, alle applicazioni industriali per i quali sono stati studiati.
Gli schemi saranno proposti nell’ordine crescente di dettaglio, partendo dallo schema generale e proseguendo fino ai vari sottosistemi, questo poiché si possa avere un’idea globale di come sia stata costruita una apposita gerarchia non solo funzionale ma anche logica.
Il sistema è impostato sulla visione globale del convoglio ETR5002 sia dal punto di vista ambientale, vale a dire nel contesto fisico nel quale può trovarsi, che dal punto di vista costitutivo, formato dai sottosistemi principali che meglio ne definiscono il comportamento.
Nella figura 5 si riporta l’ambiente operativo di lavoro (su Personal Computer) in cui si opererà nel seguito:
A livello qualitativo, guardando lo schema proposto nella figura 6, si osservano i seguenti blocchi funzionali:
Da questo breve sommario già sono riscontrabili tutti quegli elementi che rendono il sistema globale facilmente intelleggibile (grazie alle funzioni di accorpamento in group) e modulare (la schematizzazione a blocchi consente la formazione di librerie adatte ai vari casi possibili).
In ultimo si pone l’attenzione alle linee di flusso rappresentative delle informazioni, che viaggiano da un blocco all’altro, sottoforma di canali multivariabili o semplicemente vettoriali.
Prima dell’avvio della simulazione è comunque necessario impostare le metodologie adeguate e i relativi parametri 4, attraverso la finestra di dialogo riportata in figura 7:
Descrizione dei sottosistemi
I sottosistemi sono i blocchi ed i group rappresentativi delle condizioni in cui opera il modello ETR 500: contengono le funzioni e le relative condizioni al contorno che rientrano nello studio del fenomeno fisico in oggetto di studio.
Di seguito si descriveranno i vari sottosistemi e contemporaneamente si potrà osservare la schematizzazione conseguente.
Controllo grandezze cinematiche
Questo è propriamente definito come group ed aggrega in sé più blocchi funzionali preposti ognuno ad una funzione specifica; nella configurazione proposta in figura il controllo è effettuato sulle accelerazioni (o meglio le decelerazioni) che insorgono nelle condizioni di urto su ogni veicolo del convoglio ferroviario, in più vi è un controllo logico con interruzione della simulazione nel qual caso si verifichino condizioni non tollerabili dal sistema.
Altresì previsto un controllo visivo, con rappresentazione temporale, dell’andamento delle stesse accelerazioni, secondo il sistema di misura internazionale SI.
Nella figura 8, sullo sfondo, si è volutamente fatto riferimento alle librerie (Sources ecc.) di SIMULINK® poiché, anche se tale blocco non vi appartiene, concettualmente potrebbe costituire parte di una specifica libreria sui controlli cinematici di un modello come quello in esame.
Condizioni di urto
Questo group costituisce una libreria di casistiche possibili per le condizioni d’urto; le schematizzazioni possibili, come evidenziato in figura 9, passano attraverso una rappresentazione logica del fenomeno oppure un richiamo ad una routine di calcolo più complessa (vd. Pulse Generator) che tiene conto delle condizioni reali di impatto tra due convogli ferroviari.
Naturalmente oltre alle casistiche d’urto sarebbe possibile implementare un qualsiasi input fisico, teso allo studio del comportamento del convoglio anche ad altro tipo di sollecitazione esterna: non a caso il group è denominato ext.m 5.
Dalla figura è possibile anche notare come le condizioni logiche siano le più versatili, anche se in tal modo ogni blocco dovrebbe essere rappresentativo di una funzione rappresentativa o di una subroutine e di conseguenza di un apposito file.
Nel caso in oggetto l’urto è conducibile in diverse condizioni ed in particolare a diverse velocità d’impatto: in figura è rappresentato il valore corrispondente al caso 15 km/h; l’impostazione della condizione sul parametro cinematico è possibile sia come condizione iniziale (metodo di integrazione) sia come input di sistema.
In ultimo si pone l’attenzione sul fattore tempo, inteso come grandezza logica e non numerica, che rende ancor più circoscrivibile la condizione cinematica stessa.
Gli algoritmi che presiedono al calcolo sono in un numero di circa otto, a seconda del tipo di simulazione da implementare, mentre i modelli meccanici arrivano sino ad un numero di circa ventisei.
Convoglio ferroviario ETR 500
Il sistema treno è rappresentativo di una configurazione non necessariamente sempre uguale a se stessa7: i sottogruppi (o veicoli) possono, infatti, essere in numero non costante o presentare caratteristiche differenti a seconda dell’allestimento scelto.
Per tenere conto di tale problematica e contemporaneamente avere una schematizzazione facilmente gestibile, si propone uno schema nel quale sia presente ciascun veicolo ferroviario con le sue caratteristiche meccaniche proprie: approfondendo ulteriormente si osservano i blocchi funzionali (Fcn) relativi ai dispositivi concentrati di assorbimento dell’energia nella loro configurazione qualitativamente reale e quantitativamente analitica.
Ogni blocco funzionale è accompagnato da una finestra di dialogo, completamente personalizzabile, dalla quale è possibile accedere alle informazioni salienti del veicolo ed alle sue caratteristiche energetiche8.
Nel caso in fig.6, inoltre, non è riportato l’inserimento dati da acquisizione sperimentale, cosa che si potrebbe comunque implementare abbastanza agevolmente o comunque ipotizzarla come fase di testing del modello di simulazione globale.
Da notare come anche in questo sistema a blocchi le informazioni viaggino su canali multivariabili indipendenti e raggruppati (vd. Mux) per tipologie.
La scelta è ovviamente utilitaristica e consente così non solo un assemblaggio fisico del sistema ma offre anche la possibilità di interagire con ogni singolo elemento del modello senza necessariamente riprendere il codice sorgente dello stesso.
In quest’ottica il sistema SIMULINK® consente di velocizzare certi aspetti della simulazione e permette di interagire in tempo reale con il modello aumentando così la produttività dell’intero lavoro.
Condizioni di Attrito
La costituzione di un blocco a sé stante è stata voluta poiché dall’analisi del sistema e delle grandezze legate a tale effetto, si è rilevato come esso ricopra un ruolo molto importante se non decisivo sul comportamento dei dispositivi di assorbimento dell’energia.
Una errata valutazione del fenomeno comporta, infatti, un’alterazione sensibile dei risultati ottenibili, conferendo a detti dispositivi capacità apparentemente migliori o peggiori a seconda che si consideri l’attrito attraverso coefficienti non corretti o comunque formulazioni eccessivamente rigide all’evolvere del fenomeno.
A tale esigenza risponde il modello coulombiano proposto in figura nella sua accezione più classica, ma rappresentabile, come visto nelle sezioni precedenti, attraverso formulazioni che meglio approssimino le condizioni reali nel tempo: nel caso specifico è stata implementata una apposita routine di calcolo più raffinata rispetto alla libreria standard, utilizzando dati più fedeli ai casi reali.
Anche qui valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza per quanto attiene all’interfaccia utente e alla gestione dei files di calcolo.
Di seguito sono proposte due immagini, di cui la seconda fa riferimento ad una schematizzazione sul controllo antislittamento della ruota sulla rotaia: è possibile estendere questo controllo su qualsiasi veicolo come evidenziato in figura attraverso l’adozione di canali multivariabili.
La metodologia del calcolo integrale
Il sottosistema preposto allo sviluppo della routine di calcolo integrale è composto da uno schema logico, classico nelle applicazioni SIMULINK®, che vede come blocchi principali due Integratori aventi ognuno una interfaccia utente per l’impostazione delle condizioni al contorno.
In questa sezione non si affronterà la costruzione e la struttura delle procedure di calcolo che sono gestite da detti integratori [6], mentre in questa sede si vuol riportare l’attenzione su come sia gestibile un sistema di calcolo, pur nelle sue caratteristiche peculiari, sia attraverso una impostazione del metodo e dei parametri (vd. figura inizio sezione) sia con l’ausilio di blocchi logici senza che si debba intervenire su qualsivoglia codice sorgente9.
I canali multivariabili sono gestiti attraverso blocchi operatori di tipo algebrico che, oltre a svolgere una funzione analitica, forniscono qualitativamente la logica del sistema di equazioni alla base del modello stesso10.
Grafica bidimensionale e tridimensionale
La rappresentazione grafica, utile per una valutazione più immediata dei risultati, è gestita attraverso routine apposite che ricevendo in ingresso le grandezze caratteristiche restituiscono un grafico corrispondente a diverse tipologie a seconda dei range di controllo e delle modalità proprie di rappresentazione.
Questi blocchi sono estremamente flessibili consentendo al progettista ogni tipo di valutazione dei risultati.
Nella gestione grafica ci si può avvalere sia di routine tipo SIMULINK® che scritte in linguaggio MATLAB®, con la differenza delle modalità di gestione delle routine stesse.
Anche questi blocchi gestiscono canali multivariabili, ma solo se opportunamente programmati, infatti i software in questione non consentono di default11 la gestione di vettori rappresentativi delle grandezze in esame.
Nella presentazione dei risultati si ha modo di osservare, infatti, come l’utente possa costruire vari tipi di interfaccia grafica a seconda delle esigenze imposte dal sistema o modello adottato, a patto di implementare autonomamente routine apposite in linguaggio proprietario (rappresentate in SIMULINK® dai blocchi MATLAB® Fcn [10] [3]).
Esportazione dei dati
I valori delle grandezze rappresentative o di altri procedimenti di calcolo (es. calcolo dell’energia) possono essere esportati al di fuori dell’ambiente di simulazione per essere poi impiegati altrimenti come:
Nel caso in oggetto di questo lavoro tale modulo è stato impiegato per la verifica di risultati in altre procedure MATLAB® e come archivio delle possibili diverse casistiche di simulazione.
In merito alla costituzione dei blocchi funzionali si rimanda a quanto detto nelle pagine precedenti e nelle sezioni della tesi [1] dedicate agli ambienti di calcolo.
Strategie di costruzione dei sistemi e sottosistemi
La leggibilità e la chiarezza degli schemi a blocchi risultano seriamente compromesse se il numero degli oggetti presenti contemporaneamente diviene notevole.
Quasi sempre, comunque, uno schema complesso risulta scomponibile, come visto in precedenza, in n-sottosistemi più semplici.
Scomporre uno schema complesso nei suoi costituenti di livello inferiore, oltre che aumentare la chiarezza del tutto, permette un’analisi ed una messa a punto molto più efficace.
È importante sottolineare che non esistono criteri univoci per individuare quale è la migliore scomposizione di uno schema, ad esempio a volte è preferibile una schematizzazione su due livelli, altre volte una maggiore gerarchizzazione dei costituenti, così come non è banale individuare un criterio univoco per decidere se uno schema è elementare o se è conveniente una sua ulteriore decomposizione.
Queste scelte sono lasciate al progettista ed alla sua esperienza, il risultato da ricercare è comunque un compromesso fra la chiarezza dello schema ed una eccessiva gerarchizzazione che può far perdere la visione d’insieme del problema.
Le strategie di costruzione di un modello di simulazione, oltre a quanto detto nelle sezioni precedenti, si fondano sulle seguenti considerazioni:
Importazione dei dati
Accanto alla simulazione attraverso schematizzazioni analitiche (interpolazione di dati attraverso opportune funzioni interpolatrici) è doveroso far menzione sulla possibilità di importazione dei dati acquisiti (o comunque acquisibili) sperimentalmente13 [3].
Tale operazione è possibile attraverso l’introduzione nello schema di appositi blocchi funzionali che facciano richiamo a opportuni files nel quale archiviare i dati nelle forme già discusse nelle sezioni precedenti.
Nel caso oggetto di questo lavoro non si è fatto ricorso a simulazioni con l’uso di importazione dati, se non nella fase di test del modello, per due ordini di motivi:
In ogni caso se si ha a disposizione un sistema sperimentale adeguato è possibile ottenere una valida alternativa all’uso delle funzioni interpolatrici, altrimenti si incorre nell’avere un buon sistema di simulazione dinamica alimentato in ingresso in maniera insufficiente a produrre un output utile nella pratica.
Interfaccia grafica utente
Il sistema di simulazione di per sé non prevede l’adozione di una vera e propria interfaccia utente se non quella già vista a proposito della descrizione dei vari group e blocchi funzionali: è possibile, comunque, costruirne una apposita15 [3].
Questa operazione richiede però una specifica conoscenza dell’ambiente di programmazione proprietaria di MATLAB® [9] e comunque può fornire un sistema più rigido nella gestione rispetto ad un approccio del tipo SIMULINK® [10].
In ogni caso mentre nel primo caso è necessaria una pianificazione più attenta ma un uso meno specialistico, nel secondo caso è richiesta una maggiore conoscenza del modello e dei suoi strumenti ma offre una versatilità di analisi più ampia.
Considerazioni sul modello di simulazione
Dal punto di vista pratico il sistema costituito così come visto in precedenza ha fornito buoni risultati anche senza un supporto sperimentale più consistente.
Nonostante tutto gli strumenti a disposizione e quelli costruiti appositamente hanno, opportunamente organizzati secondo i criteri ritenuti più corretti, fornito una visione d’insieme efficace ed una risposta output altrettanto valida.
Risultati ottenuti e conclusioni
In questa sezione conclusiva si presenteranno i risultati dell’analisi condotta con le metodiche e gli strumenti informatici analizzati in precedenza.
Nel caso in oggetto di questo lavoro i valori numerici determinati risultano rispondenti ai valori sperimentali riscontrabili in letteratura e nella sperimentazione in materia.
Si ricorda, comunque, che l’obiettivo principale dello studio era di portare a termine la costruzione di un efficace sistema di simulazione, lasciando ad un momento successivo la messa a punto di tutti i fattori numerici16.
Di seguito verranno così presentati e commentati i risultati in forma grafica e tabellare con particolare attenzione alla prima modalità essendo la stessa di più immediata valutazione.
Si ricorda che quanto mostrato nelle immagini si riferisce alla normale modalità operativa durante la simulazione dinamica e che l’interattività è assicurata in tempo reale; perciò la tipologia grafica e tabellare rappresenterà il grado di dettaglio e la maneggevolezza che si vorrà ottenere durante e dopo la simulazione stessa.
Modalità di visualizzazione
Nella figura 16 seguente si può osservare una prima modalità di visualizzazione rappresentata dalla contemporanea presenza del sistema di simulazione (modello) e dei dispositivi grafici.
In tal modo è possibile verificare:
Tale modalità è perciò solitamente lasciata ad una prima fase di messa a punto del modello durante la quale potrebbe rendersi necessaria ancora qualche modifica o semplicemente una diversa impostazione dei parametri di simulazione.
Non a caso nella stessa figura si può notare l’uso di grafici a scalatura automatica degli assi, questo per avere un più diretto controllo anche sul dato quantitativo e non solo qualitativo.
Nella figura 17 a seguire si è, invece preferito un confronto grafico - numerico teso a mettere in evidenza come da un lato la precisione di calcolo possa costituire un metodo di verifica di un comportamento meglio valutabile graficamente.
Al valore tabellare si affida soprattutto un significato di verifica, mentre al dato grafico un valore di validità della forma di risposta alla sollecitazione impressa.

Confronto teorico-sperimentale
Dall’analisi degli andamenti ottenuti, riportati specificatamente nella figura 18 a seguire, si è riscontrato una buona rispondenza ai valori sperimentali17.
Nella citata figura, assunta come riepilogativa, si possono osservare quattro grafici:
Discussione sui metodi di calcolo
I metodi di calcolo hanno fornito in generale una buona risposta, soprattutto nel transitorio iniziale dove le variazioni erano più repentine.
L’efficacia del metodo di integrazione RK45 si è dimostrato il migliore a parità di velocità di calcolo e qualità dei risultati rispetto agli altri metodi proposti.
I parametri usati nell’impostazione della simulazione sono stati i seguenti:
per quanto riguarda i valori competenti all’attrito dinamico e statico si veda la relativa letteratura in materia di attrito coulombiano.
La condizione di attrito coulombiano non ha alterato i risultati rispetto a valori sperimentali nei quali si era riscontrata un’incidenza fuorviante soprattutto nella parte centrale della curva Reazione/Corsa.
Il controllo sull’accelerazione ha mostrato effetti positivi nella valutazione dei rischi connessi alla sicurezza dei passeggeri avendo imposto come limite massimo il valore classico dei 5g.
Il controllo sull’antislittamento ha invece fornito valori variabili a seconda delle condizioni imposte e comunque non è stata presentata una sua rappresentazione poiché la si riteneva più significativa in associazione ad informazioni aggiuntive riguardanti l’insorgenza delle forze secondarie di sopravanzo per effetto di sistemi di forze trasversali al moto.
Valutazioni aggiuntive
Il modello messo a punto in questo lavoro risponde ottimamente alle esigenze richieste. Esso, inoltre, risulta validato sia livello di principio dalle applicazioni allo stato dell’arte e confortato dalla rispondenza con i valori sperimentali.
In definitiva si è potuto rispondere all’esigenza che era stata richiesta: un modello che consentisse un’analisi critica e propositiva dei dispositivi concentrati per l’assorbimento dell’energia nelle condizioni d’urto sino a 30 km/h.
L’adozione dei pacchetti software MATLAB® e SIMULINK® si è rivelata estremamente versatile ed idonea alla modellizzazione dei sistemi in esame.
Rispetto ad altri sistemi di simulazione essi presentano una maggiore flessibilità e possibilità di personalizzazione soprattutto con tempi di realizzazione estremamente contenuti, anche alla luce dei reali tempi di produzione delle aziende moderne.
NOTE
(1) Tesi di Laurea in Ingegneria Meccanica c/o Politecnico di Bari per la Breda Costruzioni Ferroviarie di Pistoia con la supervisione del Dott.Ing. C. Pellegrini e Dott. Ing. M. Miarelli.
(2) Per il momento si farà riferimento a questo specifico modello, ma nel seguito si vedrà come il discorso possa essere esteso a più tipologie di convogli ferroviari.
(3) La denominazione è stata volutamente conservata anche se, come si vedrà, i contenuti non saranno specificatamente legati alla definizione assegnatali dall'ambiente SIMULINK.
(4) I parametri di simulazione costituiscono un passo importante e una loro attenta valutazione consente di studiare i dispositivi concentrati senza che la loro azione possa venire alterata da fenomenologie accessorie.
(5) Richiamo al file di libreria che contiene le istruzioni ed i riferimenti sui blocchi funzionali.
(6) Logica conseguenza di un ambiente modulare di calcolo.
(7) Le configurazioni variano da un numero di sei ad un numero massimo di tredici carrozze per convoglio.
(8) Rispettivamente con il tasto HELP e cella di dialogo Expression.
(9) Il metodo di calcolo integrale usato è il Runge-Kutta, già supportato dal sistema standard anche se in letteratura si evince come esso possa avere numerose evoluzioni a seconda delle casistiche trattate.
(10) I simboli algebrici, infatti, sono indicativi del metodo usato, se in forma esplicita o implicita.
(11) Nelle funzioni a corredo.
(12) Vedasi i cosiddetti approcci top-down e bottom-up, in generale il primo è da preferire in fase di analisi ed il secondo in fase di progettazione e sintesi.
(13) Il sistema SIMULINK® permette anche l'adozione di schede hardware di acquisizione dati [8].
(14) L'uso di tali funzioni è stato opportunamente pianificato in MATLAB® in modo da ottenere modelli matematici rispondenti ed efficaci, infatti la costruzione di dette funzioni non è sempre immediata ma anzi prevede una buona conoscenza delle funzioni e delle metodiche.
(15) In questo caso non la si è presentata poiché ancora in fase di testing.
(16) Nel corso del calcolo si è, infatti, effettuata una serie di apposizioni numeriche dettate dall'esperienza e dalle ricerche presenti in letteratura.
(17) Riferiti a dispositivi a tutt'oggi impiegati.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
[1] Tesi di Laurea:
DIMENSIONAMENTO DEI DISPOSITIVI CONCENTRATI DI ASSORBIMENTO DELL’ENERGIA PER TRENI AD ALTA VELOCITÀ STUDIO DEGLI URTI PER VELOCITÀ INFERIORI AI 30 Km/h - Dott.Ing. M. Lenti - A.A. 1996/97[2] Breda Costruzioni Ferroviarie di Pistoia - Documentazione Tecnica
[3] Cavallo A., Setola R., Vasca F. - "Guida Operativa a Matlab, Simulink e Control Toolbox" - Liguori Editore - Nov. 1994 Napoli
[5] Etter D. M. - "Engineering Problems Solving with MATLAB" - PTR Prentice Hall
[6] Gauthier - Villars ã - Dossier "Revue General des Chemins de Fer" - part. 1/2/3/4 - Nov. 1993
[7] Hartley T.T., Beale G.O., Chicatelli S.P. - "Digital Simulation of Dinamic Systems - A control theory approach" - PTR Prentice Hall
[8] Mattioli E. - "Aerodinamica" - Ed. Levrotto e Bella - 1992 Torino
[9] Teoresi (Torino) - Brochure by The Math Works Inc.
[10] The Math Works Inc. - Matlab User’s Manual ã
[11] The Math Works Inc. - Simulink User’s Manual ã