Sommario
La simulazione di grandi impianti di compressione di gas, costituiti da più macchine in serie o parallelo, come ad esempio quelli utilizzati per l'alimentazione di gasdotti o di giacimenti di stoccaggio, sta diventando di sempre maggior interesse per ovviare ai frequenti problemi di controllo e al miglioramento della flessibilità operativa del sistema.
Date le relativamente alte portate e pressioni operative, infatti, vengono utilizzate normalmente macchine dinamiche centrifughe che devono essere mantenute entro un definito dominio del diagramma operativo, per evitare dannosi fenomeni di pompaggio (surge). L'impianto e il relativo sistema di controllo assolvono a questo compito, con vari livelli di intervento sia globale che sulle singole macchine, in occasione degli avviamenti ed arresti e della variazione delle condizioni di richiesta del gas (pressione o portata). Le funzioni di controllo sono molte e seguono leggi non-lineari e non semplici. È perciò essenziale verificare che nei transitori operativi non si creino fenomeni di instabilità o interferenza sia durante la progettazione dell'impianto, che prima del suo avviamento e in eventuali fasi di potenziamento successive.
COMPSYS è un simulatore di tali stazioni di compressione realizzato dall'autore e dai suoi collaboratori con MATLAB-SIMULINK, che permette di analizzare configurazioni e transitori operativi impostabili con flessibilità grazie alla libreria di componenti funzionali già sviluppata. Questa comprende i modelli del compressore e del motore di trascinamento (elettrico o turbina), il modello termodinamico di una miscela di gas reali, dell'efflusso nelle valvole, delle perdite e della propagazione delle perturbazioni di pressione nei condotti, i bilanci di massa ed energia nei collettori e le leggi di controllo e di suddivisione del carico tra le macchine. La memoria descrive gli aspetti più salienti e l'architettura generale di COMPSYS. Alcuni dei blocchi funzionali, quali le mappe di funzionamento dei compressori e le funzioni termodinamiche sono realizzate con tabelle pre-calcolate, mentre gli altri blocchi comprendono equazioni calcolate ad ogni step di integrazione. Viene infine illustrato a titolo esemplificativo un caso di calcolo e la sua interpretazione.
Introduzione
Gli impianti di compressione che tipicamente alimentano i gasdotti, le reti di distribuzione, o i giacimenti di stoccaggio sotterranei devono essere regolati per conseguire sia una prestazione ottimale di ciascuna macchina e dell'intero impianto, sia la sicurezza in ogni condizione operativa, inclusi i transitori. In particolare deve essere evitato l'innesco di fenomeni di pompaggio che consistono in pronunciate e pericolose fluttuazioni di portata e pressione che si generano al di sotto del 50-70% ca. della portata nominale corrispondente al salto entalpico agente sulla macchina. Questo obiettivo è importante fin dalla fase di progetto dell'impianto, sia per identificarne la configurazione migliore per specificare e verificare sia la più opportuna strategia di controllo sia i requisiti dei componenti. I grandi impianti di compressione normalmente comprendono diverse macchine disposte in serie e/o in parallelo. Le unità in serie a volte sono collegate ad uno stesso motore (Driver), che può a sua volta essere sia elettrico che una turbina (Figg. 1 e 2).
Nel caso più semplice (Fig. 1) il flusso di gas entra dapprima in un separatore di condensa (K.O. Drum), poi attraversa il compressore e uno scambiatore di raffreddamento. Quando si abbiano più unità in serie, questa stessa sequenza funzionale è ripetuta per ogni unità.
Il sistema di controllo ha diverse funzioni, a volte suddivise tra loop indipendenti, spesso coordinati da un supervisore di prestazione (Performance Controller). I controlli di base consistono in:
- controllo della pressione di ingresso e/o di uscita;
- controllo della portata erogata
- controllo antisurge
Per quest'ultima funzione sono previsti due principali circuiti di riciclo:
- il riciclo caldo (Hot Recycle), così chiamato perché il gas viene riciclato alla bocca di ingresso del compressore prima che entri nello scambiatore di raffreddamento; questo è il primo circuito ad intervenire all'avvicinarsi di condizioni di surge;
- il riciclo freddo (Cold Recycle), che, all'opposto, ricicla il gas già raffreddato; questo circuito interviene successivamente per evitare che un'azione prolungata del riciclo caldo alzi eccessivamente la temperatura nella macchina e nei condotti; le unità in serie possono presentarne uno ciascuna ed uno globale, come mostrato in (Fig. 2), in funzione delle condizioni di progetto dell'impianto.
Oltre alle funzioni suddette il sistema di controllo comprende anche quelle di:
- bilanciamento del carico tra le unità (Load Sharing), che ottimizza il rendimento dell'impianto, il numero e il punto di funzionamento di ciascuna macchina;
- il controllo delle sequenze di avviamento e arresto delle macchine e dell'intero impianto.
Lo scopo principale delle simulazioni è, in definitiva, quello di verificare, con approccio globale, il funzionamento corretto e coordinato di tutte queste funzioni di controllo, per ottenere non solo l'impostazione dei parametri dei regolatori, ma anche il corretto dimensionamento degli organi meccanici (macchine, valvole, scambiatori, strumentazione), per le varie condizioni transitorie e di regime dell'impianto.
Descrizione sommaria del modello
COMPSYS considera il comportamento effettivo non lineare del sistema, sia durante il funzionamento dei compressori, che durante le fasi operative a macchina ferma. I punti che seguono illustrano le ipotesi assunte e, qualitativamente, le principali formulazioni per la modellazione dei singoli componenti del sistema.
- Proprietà del fluido
Il gas viene simulato come miscela di gas reali, con l'equazione di stato di Benedict-Webb-Rubin-Starling [3,4], basata sulle proprietà pseudocritiche della miscela in funzione della composizione definita in input. Dall'equazione di stato i cui valori vengono opportunamente tabulati in una fase di pre-processing vengono poi ricavate numericamente le ulteriori tabelle seguenti, in base alle rispettive definizioni ed equazioni termodinamiche (eq. dell'energia e di Maxwell):
- fattore di compressibilità e relative derivate parziali in funzione di pr e Tr (il pedice r indica le grandezze ridotte: pr=p/pc e Tr=T/Tc)
- entalpia ideale e deviazione da quella ideale in funzione di pr e Tr
- entropia ideale e deviazione da quella ideale in funzione di pr e Tr
- temperatura e relative derivate parziali in funzione di pressione ed entropia (Fig. 3).
Le proprietà di trasporto del fluido sono invece calcolate e successivamente tabulate in base alle seguenti equazioni [4]:
- conducibilità termica: eq. di Euken per bassa pressione (dipendenza da T), corretta per alte pressioni con la formulazione di Stiel-Thodos;
- viscosità assoluta: eq. di Thodos per basse pressioni (dipendenza da T), corretta per alte pressioni con la correlazione di Reichenberg.
- Modello dei condotti e valvole
La dinamica dell'impianto è associata all'accumulo di massa ed energia nei collettori e nei volumi di accumulo, oltre che alla variazione dinamica della velocità di rotazione, del movimento delle valvole e dei segnali di controllo. La banda dinamica di queste grandezze è normalmente bassa, a confronto con i fenomeni acustici nei condotti, perciò nell'impostazione base di COMPSYS, le condizioni di flusso simulate nei condotti sono:
- subsoniche e quasi-stazionarie (1) per i condotti; il volume dei condotti viene opportunamente tenuto in considerazione come capacità concentrata ("lumped capacity") situata in una delle estremità del tubo;
- subsoniche o soniche (choked flow) e quasi-stazionarie per orifizi e valvole.
Quando la lunghezza dei condotti divenga notevole può essere utilizzato un modello di flusso dinamico, ovvero propagatorio ad elementi finiti monodimensionali, per tenere conto dei ritardi di propagazione delle onde di pressione, con parametri variabili nel tempo (Fig. 4).
L'equazione che definisce il coefficiente di Darcy di perdita di carico, da cui dipende R, nel condotto è quella di Moody. I condotti vengono considerati adiabatici, con flusso isentalpico non isentropico; lo scambio termico in questi elementi può essere tuttavia facilmente implementato in un'ulteriore estensione di COMPSYS. La curva del coefficiente di efflusso in funzione dell'apertura delle valvole viene descritta con legge arbitraria anche non lineare definita in input, mentre la dinamica di risposta degli attuatori di controllo viene assunta lineare, del 1° ordine, con costante di tempo anch'essa definita in input, assieme alle altre caratteristiche. L'apertura delle valvole on/off viene invece assegnata con legge temporale fissa, fornita in input.
- Compressori
I compressori vengono simulati come elementi quasi-stazionari in cui si ha un incremento di entalpia del fluido, funzione della velocità di rotazione della macchina e della portata fluente, con relazione diretta o inversa rispetto a quest'ultima.
La funzione caratteristica entalpia-portata alle varie velocità viene assegnata in file di input o per punti secondo andamenti qualsiasi oppure approssimata con leggi di similitudine da una funzione nota alla velocità nominale (fan-law). La mappa caratteristica viene estesa anche a condizioni di funzionamento esterne ai limiti di surge e di choking e per portate negative, onde consentire la prosecuzione del calcolo anche in caso di momentaneo inadeguato funzionamento del sistema di controllo. Essa viene tuttavia aprossimata con una relazione monotòna anche nella zona del pompaggio, per evitare ambiguità numeriche, non interessando comunque una accurata simulazione di tali condizioni non volute (Fig. 5).
Le curve limite di surge e di choking vengono definite con relazioni analitiche anch'esse assegnabili in input.
La procedura con cui sono calcolate la portata erogata dal compressore, in funzione del salto entalpico totale da equilibrare e della velocità istantanea di rotazione, è illustrata in (Fig. 6), mentre in (Fig. 7) è illlustrata quella che determina la conseguente temperatura del gas alla mandata.
- Driver
Il motore di trascinamento (turbina o motore elettrico) viene simulato, globalmente con il proprio regolatore, come un blocco dinamico del 2° ordine con smorzamento superiore o uguale a quello critico, ovvero che risponde ad un comando di variazione di velocità con una caratteristica dinamica lineare del 2° ordine a poli reali, con costanti di tempo definite in input. Questa semplificazione è accettabile interessando il comportamento del gas nell'impianto, piuttosto che le variabili di stato interne del driver.
Il campo di funzionamento e la risposta dinamica suddetta viene però delimitato da una funzione che definisce la potenza massima (Pmax) in funzione della velocità di rotazione (n). Istante per istante pertanto la risposta del driver in termini di velocità (n) viene saturata in funzione della potenza istantanea (P), ovvero della distanza del punto (P,n) di funzionamento, imposto ad esso dal compressore in tale istante, dalla curva di massima potenza (Pmax,n).
- K.O. Drums e air coolers
I K.O. Drums vengono simulati come capacità adiabatiche concentrate ("lumped"), interconnesse ai condotti e dinamicamente in equilibrio con il resto del sistema.
Gli scambiatori di calore, normalmente di tipo gas/aria (con gas in pressione nei tubi), vengono simulati come un tubo equivalente al fascio tubiero, con coefficiente di scambio lato gas calcolato istante per istante in funzione di pressione e temperatura media e coefficiente di scambio lato aria funzione della velocità del ventilatore (in % della massima) e della temperatura dell'aria esterna, che sono assunti costanti durante la simulazione, ma assegnati arbitrariamente nel file di input.
- Sistema di controllo
Come accennato esistono molte funzioni di controllo in un sistema di compressione di gas, coordinate da un Performance Controller. COMPSYS può implementare tutti gli schemi industrialmente utilizzati. Essi non possono essere esaurientemente descritti in questa sede. Si può accennare alla logica base per il controllo antisurge (Fig. 8), a quella per il controllo della velocità del driver (Fig. 9) e a quella di distribuzione del carico tra unità in parallelo (Fig. 10). Quest'ultima ha l'obiettivo di:
- determinare se la portata richiesta all'impianto possa essere soddisfatta da un solo treno di compressione, ovvero da due o più unità (due nell'esempio);
- garantire che nessuna delle unità esca dal campo di funzionamento;
- garantire che, se non è possibile far marciare tutte le unità nello stesso punto di funzionamento (portata equidistribuita), venga scelta per alcune (una unità nell'esempio) un punto di funzionamento di buon rendimento e per una di esse una condizione complementare. Qualora questa dovesse essere nella zona di surge, ovviamente interverrebbe il sistema di controllo relativo, sull'hot e sul cold recycle, fino a che non sia possibile riportare tutte le unità a carico equidistribuito.
Ad ogni attuatore continuo viene poi assegnato un regolatore lineare di tipo PID, con segnale di ingresso determinato dai blocchi logici precedentemente descritti. La funzione matematica di questi è quella classica Single Input-Single Output (SISO), con parametri (Banda proporzionale, velocità di reset, costante di tempo derivativa) definiti in input per ogni controllore.
Il modello numerico implementa controllori continui equivalenti a quelli discreti utilizzati in pratica, poiché la loro frequenza di scansione (ca 25 Hz) è molto maggiore della banda di risposta del sistema fisico. Ciò permette di accelerare la velocità di simulazione.
COMPSYS può implementare anche il Performance Controller, un sistema gerarchicamente superiore che verifica contemporaneamente diverse variabili di funzionamento del sistema e la loro compatibilità con i rispettivi obiettivi o soglie di accettabilità (antisurge, load sharing, pressure override control) assegnando quale tra esse debba essere istantaneamente considerata come variabile primaria ed individuando anticipatamente l'eventuale variabile secondaria che si stia avvicinando alla condizione o curva limite assegnata. Questo limita nella realtà l'intervento dei singoli regolatori migliorando il rendimento del sistema.
Il Modello SIMULINK di COMPSYS
COMPSYS opera con una libreria di configurazioni di impianto (2) preparata su specifica del cliente mantenendo la massima flessibilità di impiego e la possibilità di estendere successivamente la famiglia di configurazioni analizzabili.
Ogni configurazione è riferita ad uno specifico modello SIMULINK, che comprende assemblaggi diversi dei blocchi componenti, corrispondenti ai blocchi fisici (compressore, tubo, scambiatore, etc.).
Le Fig. 11 e Fig. 12 rappresentano rispettivamente una configurazione relativamente semplice, a due compressori in parallelo (senza scambiatori di calore (3)) e il corrispondente schema SIMULINK.
Sulla sinistra del diagramma di Fig. 12 sono visibili gli input fisici del sistema. L'esplicitazione di questi input, oltre a permettere la definizione delle funzioni di trasferimento dopo eventuali linearizzazioni di verifica, consente una loro immediata visualizzazione. Per le simulazioni di transitori nel blocco "IN" sono assemblate, con opportuni schemi logici, sorgenti di segnale definibili a piacere.
Nei blocchi dello schema "top level" di Fig. 12 si annidano fino a cinque livelli di sottoblocchi funzionali. Ad esempio un blocco di secondo livello è quello di un singolo compressore (Fig. 13) che fornisce, in funzione di pressione di ingresso e uscita, della temperatura di ingresso, della velocità di rotazione e della posizione delle valvole, tutte a loro volta dipendenti da altri blocchi, la portata erogata, la temperatura di uscita, la potenza assorbita dalla macchina e il vettore delle variabili da controllare.
Un esempio di blocco di basso livello è dato in Fig. 14, relativo al funzionamento di una singola valvola. Esso fornisce la portata fluente in funzione di pressioni e temperature a monte e a valle e della alzata dell'attuatore.
Gli output di interesse di ciascun blocco sono inviati al Workspace di MATLAB per successive visualizzazioni e rielaborazioni. Inoltre per monitorare l'evoluzione della simulazione in corrispondenza di alcuni output sono connessi blocchi "Scope". Come indice della complessità dei modelli gestiti da COMPSYS si può citare che il modello di Fig. 12 comprende 43 variabili di stato.
Utilizzazione di COMPSYS
COMPSYS è attualmente sviluppato per attività di consulenza da parte dell'autore. La sua ingegnerizzazione non è ancora a livello di prodotto, benché sia gestito con l'ausilio di finestre grafiche di comando. Non è infatti dotato, attualmente, di un'adeguata robustezza e flessibilità di questa interfaccia utente, come ad esempio un altro programma già presentato dall'autore (ACUSYS [1]). Viceversa ogni algoritmo, ovvero blocco funzionale necessario per la realizzazione di molteplici configurazioni, è stato ampiamente verificato. Per citare un esempio del livello di robustezza numerica dei modelli sviluppati, questi sono in grado di accettare inversioni di flusso, cosa non facile da realizzare in modo affidabile, in modo da poter simulare condizioni anche anomale di funzionamento o al limite dell'accettabilità, senza incorrere nell'arresto del programma o nella perdita di validità dei risultati.
COMPSYS, una volta sviluppato come prodotto, potrà essere fornito con i seguenti gruppi di file:
- libreria delle configurazioni,
- file di input tipo, relativi a ciascuna configurazione,
- file di generazione di grafici e/o file di output,
- file di gestione operativa delle analisi,
- file di calcolo
La sua utilizzazione avverrà attraverso interfaccia grafiche del tipo di (Fig. 15), in modo da limitare all'utente la necessità di operare direttamente con MATLAB e/o SIMULINK, sfruttando al massimo le possibilità offerte dalla GUI di MATLAB.
Per il funzionamento di COMPSYS è richiesto un PC IBM o compatibile, preferibilmente con processore 486 o Pentium e frequenza di clock di almeno 50 MHz, con almeno 24 Mb di RAM. Il software di base necessario è MATLAB (vers. 4.2b o successiva) e SIMULINK (vers. 1.3a o successiva), preferibilmente con Accelerator, per ambiente operativo MS-Windows (vers. 3.1 o successiva).
COMPSYS può utilizzare tutti gli algoritmi solutori messi a disposizione dall'ambiente MATLAB-SIMULINK, ma quello più consigliato é quello con metodo di Runge Kutta del 5° ordine (rk45), data la natura altamente non lineare del sistema, con input e caratteristiche dei componenti che presentano discontinuità.
Risultati tipici
Nelle (Fig. 16) e (17) sono riportati due esempi di grafici prodotti con COMPSYS, nella simulazione di un transitorio di calo della domanda di portata del sistema di Fig. 11. In Fig. 16 sono riportati gli andamenti della portata globale, del loop di cold recycle sovrapposte a quella richiesta, e quelle dei due compressori, uno dei quali viene fermato perché superfluo. La Fig. 17 riporta la traiettoria dei punti di funzionamento delle due macchine sulle rispettive mappe caratteristiche, per i primi 100 s di simulazione. Da essa si può notare che, in questo esempio, il sistema di antisurge non è sufficientemente rapido ad intervenire e provoca una sia pur breve uscita dal limite di funzionamento accettabile.
Ringraziamenti
L'autore ringrazia l'Ing. Paolo Osti che ha collaborato nella realizzazione dei modelli di base di COMPSYS e la Teoresi S.r.l. per il supporto tecnico su MATLAB-SIMULINK.
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