Introduzione
Gli impianti di condizionamento per
autovettura (e naturalmente gli impianti di condizionamento per gli
edifici) sono costituiti da quattro componenti principali: un compressore,
un condensatore, un evaporatore ed una valvola di espansione. Questi
elementi sono interdipendenti: il comportamento di un componente influenza
il comportamento del successivo. Ad esempio, se cambia la temperatura
dell’aria che investe il condensatore, cambia la pressione di condensazione
e conseguentemente varia la pressione a cui lavora l’evaporatore. La
semplice conoscenza dei data-sheet dei singoli componenti non permette
di predire il comportamento dell’insieme, soprattutto in condizioni
diverse da quelle di progetto. Di qui l’importanza di arrivare alla
modellizzazione dei singoli componenti dell’impianto di condizionamento,
e insieme, disporre di un modello termico dell’abitacolo. Ciò permette
sia di prevedere le prestazioni del sistema in condizioni diverse da
quelle di progetto, sia di impostare in altro modo la progettazione.
Diventa ad esempio possibile costruire una “libreria” di compressori
(e così per tutti gli altri componenti) e provarli uno dopo l’altro
nel modello, in modo da orientare la scelta del progettista.
Avendo a disposizione un modello si possono eseguire simulazioni
di transitori molto lunghi in tempi notevolmente inferiori a quelli
reali. Ciò permette non solo di eseguire un numero maggiore di prove,
ma anche di cambiare il ruolo delle prove sperimentali. Esse interverranno
all’inizio del lavoro, quando è necessario identificare i parametri
del modello, ed alla fine, quando ormai il sistema è già stato configurato
e dimensionato, e se ne sono già predette in parte le prestazioni.
Come si può facilmente intuire, una importante e immediata ricaduta
è una notevole riduzione dei costi (grazie alla limitazione del numero
di prove in galleria climatica).
Lo stesso discorso vale per quanto riguarda lo sviluppo e l’implementazione
delle logiche di controllo, estendendo l’uso dei modelli a sistemi
hardware in the loop. Nel seguito, discuteremo dapprima le differenti
parti di cui si compone il modello per poi presentare alcuni confronti
tra prove sperimentali e i risultati delle simulazioni corrispondenti.
Modello termico
della vettura
Si suppone che la vettura si possa suddividere in tre parti:
la scocca, i vetri, l’abitacolo, caratterizzate da una capacità
termica e una conduttanza termica: ciò significa che ognuna delle
tre parti è pensata come un corpo dotato di una temperatura uniforme
in ogni punto. Esaminiamo il bilancio termico:
1. scocca
La scocca scambia potenza termica per conduzione con l’ambiente esterno
e con l’abitacolo, mentre riceve potenza termica per irraggiamento
solare.
Indichiamo con I l’intensità dell’irraggiamento solare in Watt/m2,
con As l’area della scocca e
con la frazione di radiazione
solare assorbita: la potenza termica dovuta all’irraggiamento solare
sarà data da:
I
As
La potenza termica scambiata per conduzione è proporzionale alla
differenza di temperatura secondo la conduttanza termica della scocca,
Gs
-
scambio termico con l’ambiente esterno: Gs(Ts-Te)
- scambio termico con l’abitacolo: Gs(Ts-Ta)
Se infine Cs rappresenta la
capacità termica della scocca, l’equazione differenziale che regola
l’andamento nel tempo della temperatura della scocca è la seguente:
2. vetri:
I vetri scambiano potenza termica per conduzione con l’ambiente esterno
e con l’abitacolo, mentre trattengono una parte della potenza termica
solare che li attraversa. Indicando con
la trasmittanza dei vetri e con Av
l’area della superficie vetrata, la frazione di potenza termica per
irraggiamento trattenuta dai vetri sarà da:
(1 - )
Av I
Per quanto riguarda le potenze termiche scambiate per conduzione,
indicando con Gv la conduttanza
termica dei vetri, si ha:
-
scambio termico con l’ambiente esterno: Gv(Tv-Te)
- scambio termico con l’abitacolo: Gv(Tv-Ta)
indicando con Cv la capacità
termica dei vetri, l’equazione differenziale che regola l’andamento
nel tempo della temperatura dei vetri è la seguente:
3. abitacolo:
L’abitacolo scambia potenza termica per conduzione con i vetri e la
scocca, riceve attraverso i vetri la frazione g dell’irraggiamento
che li investe, ed infine riceve potenza dall’impianto di condizionamento.
Facendo riferimento alle grandezze già utilizzate in precedenza ed
indicando con W la potenza termica immessa in abitacolo
dall’impianto di condizionamento, l’equazione che regola l’andamento
della temperatura abitacolo è la seguente:
ove con Ca si intende la capacità
termica dell’abitacolo.
Le tre equazioni differenziali scritte in precedenza formano un
sistema che ha per incognite le temperature Ta,
Tv,Ts
, mentre le grandezze di ingresso sono l’irraggiamento solare I
e l’andamento della temperatura esterna, Te.
Per poter risolvere il sistema occorre preventivamente identificare
le conduttanze e le capacità termiche, oltre alla trasmittanza dei
vetri e al coefficiente di assorbimento della scocca rispetto all’irraggiamento
solare.
Quanto alle metodiche di identificazione di
e t, si può far riferimento a [1], mentre per l’identificazione
delle conduttanze e delle capacità termiche si rimanda a [2].
L’andamento nel tempo delle tre temperature incognite può essere
facilmente ottenuto costruendo un modello SIMULINK che simuli il sistema
di equazioni. Nella figura seguente, i tre blocchi principali rappresentano
le tre equazioni differenziali, i blocchi di input collegano il modello
termico con l’impianto di condizionamento (il quale fornisce come
grandezze di output la temperatura dell’aria trattata e la portata
d’aria) e con le condizioni esterne. La grandezza di uscita dei tre
blocchi è la temperatura corrispondente. L’interdipendenza delle tre
equazioni è visualizzata dal fatto che la temperatura abitacolo è
retroazionata come ingresso sugli altri due
blocchi.
Nella figura seguente è invece rappresentato l’interno del blocco
“TEMPERATURA ABITACOLO”.
Nei blocchi di guadagno vanno inseriti i valori dei parametri determinati
sperimentalmente, mentre nel blocco integratore va inserito il valore
iniziale per la temperatura abitacolo. La struttura interna degli
altri due blocchi, “TEMPERATURA VETRI” e “TEMPERATURA
SCOCCA” è del tutto analoga.
Modello dell’impianto
di climatizzazione
Per impianto di climatizzazione intendiamo l’insieme di quei componenti
che permettono di riscaldare o raffreddare l’aria prelevata dall’esterno
prima che venga immessa in abitacolo attraverso le bocchette.
I suoi componenti principali sono: il gruppo di condizionamento (compressore,
condensatore, evaporatore, valvola di espansione), e il riscaldatore
(in cui passa l’acqua di raffreddamento del motore) che permette di
riscaldare l’aria esterna.
Iniziamo a discutere la modellizzazione del gruppo di condizionamento.
All’interno del circuito passa il gas refrigerante (freon). Il gas
viene compresso nel compressore, dove aumenta di temperatura e pressione.
Passando all’interno del condensatore, cede all’aria esterna il calore
di condensazione. All’interno della valvola di espansione, il gas
diminuisce di temperatura e di pressione, per poi evaporare all’interno
dell’evaporatore prelevando il calore necessario dall’aria che verrà
poi inviata in abitacolo. Vediamo ora come è stato modellizzato il
circuito. Per quanto riguarda il lato freon, a partire dai data sheet
dei compressori sono state interpolate le curve che forniscono la
potenza frigorifera in funzione del numero di giri. In tal modo, è
stata creata una libreria dei diversi compressori in commercio. Si
è poi supposto che tale potenza frigorifera sia sempre trasferibile
all’aria attraverso l’evaporatore.
Il lato freon è stato dunque idealizzato, non essendo stata al momento
considerata alcuna influenza sul comportamento del circuito frigorifero
di eventuali variazioni della temperatura e della portata dell’aria
che investe i due scambiatori. Ad esempio, una diminuzione della portata
dell’aria che investe il condensatore può far sì che venga smaltita
solo un parte della potenza di condensazione, con conseguente peggioramento
delle prestazioni del ciclo. Allo stesso modo, un aumento della temperatura
dell’aria che investe il condensatore provoca un aumento della pressione
di condensazione, con conseguente variazione dei punti di lavoro del
ciclo termodinamico. Al momento stiamo sviluppando, sempre in ambiente
MATLAB, un programma che simuli l’influenza sul ciclo del freon delle
variazioni di temperatura e portata aria.
Consideriamo ora l’aria che, prelevata dall’esterno, investe l’evaporatore,
si raffredda e viene poi inviata in abitacolo. Della potenza frigorifera
generata dal circuito refrigerante, una parte viene spesa per condensare
il vapor d’acqua presente nell’aria. Per determinare la temperatura
dell’aria in uscita dall’evaporatore occorre prima calcolare la potenza
persa per condensazione. Il vapor d’acqua inizia a condensare solo
quando la temperatura dell’aria diventa inferiore alla temperatura
di saturazione. La procedura di calcolo è la seguente:
- a partire dai valori di umidità relativa e temperatura dell’aria
esterna, viene calcolato il contenuto in grammi d’acqua per kilogrammo
d’aria associato all’aria esterna, gin. Per eseguire questo calcolo,
è stato interpolato il diagramma psicometrico con dei polinomi di
quarto grado.
- Il valore di gin
determina la temperatura di saturazione dell’aria, Tsat.
Anche la curva di saturazione è stata interpolata con un polinomio.
- Si calcola la temperatura dell’aria che lascia l’evaporatore
e la si confronta con Tsat.
Quando la temperatura dell’aria che lascia l’evaporatore, Tev,
diventa inferiore a Tsat,
ha inizio la condensazione e si assume che l’aria che lascia l’evaporatore
sia satura alla temperatura Tev.
Pertanto, i grammi d’acqua per kilogrammo d’aria secca che vengono
condensati sono pari a gin
meno quelli contenuti nell’aria uscente dall’evaporatore.
La temperatura dell’aria che lascia l’evaporatore viene calcolata
secondo la formula seguente:
mentre la potenza persa per condensazione è data da:
dove clat è
il calore latente di evaporazione dell’acqua,
la densità dell’acqua, Q la portata d’aria.
La procedura di calcolo può essere visualizzata dal seguente
schema a blocchi:
Fino a questo momento abbiamo considerato soltanto la possibilità
che l’aria che investe l’evaporatore venga prelevata dall’esterno.
Poiché in situazioni climatiche particolari è previsto di ricircolare
l’aria dell’abitacolo anziché prelevarla dall’esterno, è necessario
effettuare un bilancio dell’umidità all’interno dell’abitacolo.
Infatti, quando l’impianto lavora in ricircolo, gin
deve essere calcolato a partire dai valori di temperatura e umidità
relativa che si hanno all’interno dell’abitacolo. L’equazione
che regola i grammi d’acqua presenti in abitacolo è la seguente.
ove G rappresenta la quantità di acqua in grammi
presente in abitacolo all’istante t, gout,evap
il contenuto in grammi d’acqua per kilogrammo d’aria presente
nell’aria che esce dall’evaporatore, V il volume
dell’abitacolo.
Abbiamo finora visto che, nei confronti dell’aria, il circuito
frigorifero si comporta come una sorgente di potenza frigorifera
il cui valore dipende soltanto dal numero di giri del motore.
Nel funzionamento reale, quando la temperatura dell’aria in uscita
dall’evaporatore scende al di sotto di un certo valore
(di norma 5°C), il compressore viene staccato per impedire la
formazione brina, per poi venire riacceso quando la stessa temperatura
risale al di sopra di 7°C. Quando l’impianto è a regime, il compressore
è soggetto ad una serie di ciclaggi che dipendono dall’inerzia
del circuito del freon.
Per tener conto di questo comportamento, si è inserito un blocco
di ritardo su tev.
La costante di tempo del blocco è stata tarata in modo da riprodurre
il dato sperimentalmente rilevato di 14 ciclaggi ogni 10 minuti.
Quindi, allo stato attuale di sviluppo del modello, per simulare
il gruppo di condizionamento occorrono:
- la curva che fornisce la potenza frigorifera in funzione
del numero di giri motore.
- il dato sperimentale relativo ai ciclaggi del compressore.
Per quanto riguarda il riscaldatore, si è scelto di modellizarlo
secondo il metodo NUT (Numero di Unità di Trasferimento,
vedasi [3]).
La temperatura dell’aria all’uscita dello scambiatore viene
calcolata secondo la seguente:
ove Tacqua,in
è la temperatura dell’acqua del circuito di raffreddamento del
motore (circa 90°C) mentre è l’efficienza
dello scambiatore:
le due quantità adimensionate NUT e CR
dipendono dalle portate in massa e dai calori specifici dei due
fluidi, oltreché dalla superficie di scambio A
e dal coefficiente globale di scambio termico del riscaldatore,H:
In conclusione, il modello dell’impianto di climatizzazione
ha come grandezze di ingresso:
- la temperatura e l’umidità dell’aria esterna
- il comando ricircolo inserito/disinserito
- la portata d’aria e la posizione della portella del miscelatore
(i cui valori dipendono dal comando che la centralina di controllo
invia al ventilatore)
e fornisce come grandezze di uscita la temperatura dell’aria
che viene immessa in abitacolo attraverso le bocchette, Ttt.
Nell’impianto di climatizzazione, questa temperatura viene ottenuta
facendo passare l’aria prima sull’evaporatore e successivamente
sul riscaldatore. Questo processo di raffredamento e successivo
riscaldamento permette di deumidificare l’aria. Nel nostro modello,
la Ttt viene ottenuta
per combinazione lineare di Thot
e Tev:
ove q è l’apertura della portella di miscelazione.
Ciò non toglie che la funzione di deumidificazione sia correttamente
simulata, poiché quando viene eseguito il controllo sull’umidità
dell’aria si considera tutta la portata d’aria che viene prelevata
dall’esterno.
- La Centralina
di controllo
La centralina di controllo ha la funzione di assicurare il comfort
termico in abitacolo regolando la portata e la temperatura dell’aria
immessa attraverso le bocchette. Questa regolazione viene eseguita
calcolando la velocità del ventilatore e la posizione della portella
del miscelatore in funzione delle grandezze che si ritengono significative
ai fini del controllo (temperatura esterna, temperatura abitacolo
etc.)
Non è possibile descrivere un modello “universale” di controllo:
possono variare il numero e il tipo delle grandezze acquisite,
così come la logica che determina i valori della velocità del
ventilatore e della posizione del miscelatore. In ogni caso, per
inserire all’interno del modello il blocco della centralina di
controllo è sufficiente avere a disposizione l’algoritmo che genera
i valori delle grandezze da attuare e riscriverlo in linguaggio
MATLAB. Nel seguito illustriamo uno dei controlli che sono stati
implementati:
il controllo in temperatura equivalente.
La condizione di benessere termico di una persona dipende dal
suo stato metabolico, dal vestiario e dalle condizioni di scambio
termico con l’ambiente. Ciò significa che per definire una situazione
di benessere termico non è sufficiente tenere conto soltanto della
temperatura dell’aria, ma occorre riferirsi a una particolare
temperatura, detta appunto equivalente, che sia funzione di tutte
le potenze scambiate dal corpo umano con l’ambiente che lo circonda.
Ciò significa che due ambienti in cui ci siano condizioni diverse
possono avere la stessa temperatura equivalente se un uomo posto
nei due ambienti percepisce la stessa sensazione termica (per
una discussione più approfondita, si vedano [4] e [5]).
La logica di controllo procede nella maniera
seguente:
In funzione della temperatura esterna che si ha all’inizio del
viaggio, viene stimato il vestiario, CLO.
Il valore della temperatura equivalente di riferimento dipende
dalla stima di CLO e dalla stima del metabolismo dell’utente,
MET:
il valore del metabolismo viene inizialmente fissato ad un valore
medio che può essere eventualmente modificato in funzione delle
successive richieste dell’utente. Il MET è una caratteristica
dell’utente: tiene conto delle eventuali preferenze di sensazione
calda o fredda, che dipendono appunto dal metabolismo.
La temperatura equivalente effettivamente presente all’interno
dell’abitacolo viene stimata come funzione lineare della temperatura
dell’aria in abitacolo, della temperatura esterna e della temperatura
dell’aria immessa attraverso le bocchette, Ttt:
Il valore della portata che il ventilatore deve attuare e la
posizione della portella vengono calcolati in funzione dell’errore,
calcolato come differenza tra Teq,ob
e Teq.
Riassumendo: le grandezze di ingresso per il
blocco che rappresenta la centralina di controllo sono quelle
necessarie al calcolo dell’errore che si ha sulla variabile da
controllare. Le grandezze di uscita sono invece la posizione della
portella del miscelatore e la portata d’aria che il ventilatore
deve attuare.
- Risultati delle
simulazioni
Per validare il modello qui descritto, abbiamo cercato di riprodurre
delle prove effettuate in galleria climatica su una vettura Fiat
Thema dotata di un controllo in temperatura equivalente del tipo
descritto al paragrafo precedente.
Caratteristiche della prova:
- Durata della prova: 90 minuti.
- La temperatura esterna viene mantenuta costante e pari a
26 °C per i primi 35 minuti, aumenta fino a 41 °C per poi restare
costante a quest’ultimo valore a partire dal 53-esimo minuto.
- Irraggiamento solare assente.
Di seguito mostriamo il confronto tra gli andamenti sperimentali
(in rosso) e quelli simulati (in blu) per le seguenti grandezze:
Temperatura equivalente, Temperatura aria alle bocchette, Temperatura
abitacolo, Portata aria: Figura
Come si può vedere, i risultati della simulazione premettono
di riprodurre in modo più che soddisfacente i risultati della
prova sperimentale. Per inciso, si sottolinea la particolare stabilità
che dimostra il controllo in temperatura equivalente, anche in
presenza di notevoli escursioni della temperatura esterna.
- Conclusioni
Allo stato attuale, disponiamo di un modello a blocchi intercambiabili
in grado di simulare in modo soddisfacente le prove in galleria.
Ciò permette un notevole risparmio dal punto di vista economico
e anche dal punto di vista dello sviluppo e della messa a punto
delle logiche di controllo.Per quanto riguarda i componenti, è già
a disposizione una libreria di compressori: l’obbiettivo è quello
di raggiungere un risultato analogo per gli altri componenti del
gruppo di condizionamento. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri,
entro breve termine sarà completata la modellizzazione del lato
freon. Questa parte sarà di particolare importanza per simulare
il comportamento del ciclo frigorifero in condizioni di lavoro lontane
da quelle di progetto. Soprattutto, comprendere l’influenza delle
variazioni delle condizioni dell’aria esterna sulle prestazioni
del ciclo sarà importante per impostare uno studio sull’impatto
dell’impianto di condizionamento sui consumi della vettura.
- Ringraziamenti
Gli Autori desiderano ringraziare l’ing. Fabio Mingrino (Centro
Ricerche Fiat), l’ing. Giovanni Toscano Rivalta (Magneti Marelli),
l’ing. Alberto Crosetto (Centro Ricerche Fiat) e l’ing. Luca Angeli
per la disponibilità dimostrata in numerose e utili discussioni
sui più diversi aspetti del presente lavoro.
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